Chi arriva a Strevi scopre presto che, a pochi chilometri, c'è una delle città termali più antiche del Piemonte. Acqui Terme vive da sempre con le sue acque calde: le sentite nominare al bar, le vedete fumare nelle giornate fredde, le ritrovate nei nomi delle strade. Se state pensando di fare un ciclo di cure, o se siete semplicemente curiosi, ecco cosa sapere prima di prenotare, senza giri di parole.
Duemila anni di acque calde: da Aquae Statiellae ad oggi
La storia delle terme di Acqui comincia con la fondazione della città romana di Aquae Statiellae, il cui nome dice già tutto: le acque degli Statielli, la popolazione ligure che abitava queste colline. Plinio il Vecchio ricordava già queste sorgenti tra le più importanti del mondo romano, e la città antica ebbe più complessi termali e un grande acquedotto. Da allora il legame tra la città e le sue sorgenti non si è mai interrotto. Le stesse Terme di Acqui raccontano di una storia lunga due millenni, nata proprio con la colonia romana.
Le antiche incisioni mostrano grandi stabilimenti nella zona oltre la Bormida, con viali alberati e giardini pensati per il riposo dei curandi: un'immagine che, con le dovute differenze, rimane familiare ancora oggi.
Le acque: sulfuree, salsobromoiodiche e molto calde
Le sorgenti di Acqui sono definite sulfureo-salsobromoiodiche: contengono zolfo, che dà il tipico odore, e sono ricche di sali, bromo e iodio. Sono acque ipertermali, cioè escono già molto calde dal sottosuolo. Le Terme indicano due temperature di riferimento, circa 75 °C e circa 50 °C.
La sorgente più famosa è la Bollente, nel centro storico, che sgorga a circa 74,5 °C: vale la pena passarci anche solo per vedere il vapore salire dalla fontana. Ma il cuore delle cure si trova soprattutto nella zona Bagni, sulla sponda opposta della Bormida rispetto al centro, dove c'è anche il Lago delle Sorgenti, una sorgente conosciuta fin dall'epoca romana e utilizzata già nel Medioevo insieme al fango che si depositava sul fondo.
I fanghi: perché maturano per mesi
Il fango termale è il prodotto per cui Acqui è più conosciuta. Oggi, per ragioni igieniche e pratiche, non si preleva più direttamente dal fondo del lago: viene preparato in vasche coperte, dove la parte minerale, fatta di argilla e cristalli, resta a contatto per oltre sei mesi con l'acqua della Bollente, immessa a circa 60 °C. In questo periodo il fango si arricchisce dei sali dell'acqua termale, diventa più plastico e trattiene meglio il calore.
Durante la seduta il fango viene applicato caldo sulle zone da trattare; seguono un bagno in acqua termale e un periodo di riposo, la cosiddetta reazione. Le Terme indicano la fango-balneoterapia soprattutto per artrosi, reumatismi extra-articolari, tendiniti, periartriti e fibromialgia. Accanto ai fanghi ci sono la balneoterapia, le cure inalatorie per naso, gola e orecchie, e percorsi di riabilitazione.
Cure convenzionate: come informarsi
Le Terme di Acqui sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale. In generale, il sistema funziona così: il vostro medico di base o lo specialista compila una prescrizione con la diagnosi e il tipo di cura, e con quella si può fare un ciclo di cure all'anno in convenzione, di solito di 12 giorni, pagando solo il ticket previsto, salvo esenzioni.
Le regole di dettaglio, cioè quali patologie rientrano, come prenotare, quanto si paga e in quali periodi sono aperti i diversi stabilimenti, possono cambiare da una stagione all'altra. Per questo il consiglio è uno solo: chiedete direttamente alle Terme di Acqui, tramite il loro sito ufficiale o il centro prenotazioni, prima di fissare le date. Lo stesso vale per i percorsi benessere non convenzionati, come spa e piscine termali.
Organizzare il soggiorno di cura
Un ciclo di dodici giorni richiede una base comoda, vicina ma tranquilla. Strevi è a circa 6 km da Acqui: la mattina si scende per la seduta, il pomeriggio si riposa o si fa una passeggiata leggera tra le vigne, se il medico lo consente. Dopo i fanghi, infatti, il corpo ha bisogno di calma, non di giornate piene di impegni.
- Portate con voi la prescrizione del medico e gli eventuali esami recenti.
- Prenotate la visita d'ammissione con un po' di anticipo, soprattutto nei mesi più richiesti.
- Tenete un accappatoio e ciabatte a portata di mano, e verificate con le Terme cosa forniscono loro.
- Lasciate qualche pomeriggio libero per scoprire il centro di Acqui, descritto nella nostra pagina su Acqui Terme.
La titolare di Casa Brondolo la descrive proprio così: una casa comoda per chi fa le cure termali ad Acqui. Avere una cucina propria, una terrazza dove rilassarsi e il parcheggio gratuito sotto casa rende più semplici anche le giornate di cura più lunghe.
Una casa comoda per le cure
Casa Brondolo, a Strevi, accoglie fino a 5 ospiti con cucina attrezzata, aria condizionata e parcheggio gratuito: una base tranquilla per chi segue un ciclo di cure ad Acqui Terme.