Strevi è uno di quei paesi che si capiscono meglio a piedi. Sta nell'Alto Monferrato, in provincia di Alessandria, affacciato sulla valle della Bormida a circa 6 km da Acqui Terme, e ha una particolarità che salta all'occhio appena arrivate: è diviso in due. C'è il borgo inferiore, in basso verso la stazione e la piana, e c'è il borgo superiore, arroccato sulla collina, da cui lo sguardo si apre sulla Val Bormida. Due anime diverse dello stesso paese, collegate da strade in salita e scorci che cambiano a ogni curva.
Una storia che parte dai Romani
Le origini di Strevi sono antiche. Il primo insediamento sorgeva in basso, lungo il tracciato della via Aemilia Scauri, la strada romana che collegava Vado Ligure a Tortona. Il nome stesso, secondo la tradizione, deriverebbe da Septemviri, un collegio sacerdotale romano. La prima menzione ufficiale del paese compare nell'atto di fondazione dell'abbazia di San Quintino di Spigno, alla fine del X secolo.
Nel Medioevo la vita si spostò in alto: sulla collina sorse il castello, attorno al quale crebbe il borgo superiore, protetto nel Quattrocento da una cinta di mura. Di quelle difese oggi restano due torri e un ponte tardomedievale che scavalca l'antico fossato a sud del borgo. Sono dettagli piccoli, che si notano solo camminando con un po' di attenzione, ed è proprio questo il bello di Strevi.
Il borgo superiore: castello, piazza e San Michele
Il cuore del borgo alto è piazza Matteotti, su cui si affacciano belle case signorili, la chiesa parrocchiale e il castello. Il castello oggi ospita il municipio: delle forme medievali restano le cantine e la base di una torre quadrata, mentre nella sala consiliare si conserva un grande camino in pietra con lo stemma dei conti Valperga. Le cantine, restaurate, sono state recuperate come spazio museale.
A pochi passi c'è la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, costruita tra Seicento e Settecento su fondamenta più antiche. La facciata, in mattoni e intonaco, ha un gusto tra il barocco e il neoclassico; dentro trovate un'unica navata con cappelle laterali, affreschi ottocenteschi di Pietro Ivaldi, detto "il Muto", e una bella copia del San Michele Arcangelo di Guido Reni.
Il borgo inferiore e le altre chiese
Scendendo verso il basso si arriva al borgo inferiore, la parte più legata al commercio e al lavoro della vigna. Qui la chiesa più importante è l'Oratorio della Santissima Trinità, fondato nel Seicento: ha tre navate e conserva dipinti restaurati, tra cui una tela con la Madonna col Bambino tra San Rocco e San Luigi Gonzaga.
Se vi piace andare a caccia di piccole chiese, a Strevi ne trovate altre:
- San Rocco, seicentesca, con l'esterno in cotto a vista, sorta presso l'antico lazzaretto;
- San Sebastiano, anch'essa del Seicento circa, restaurata e con un quadro del martirio del santo;
- la Madonna della Neve, vicino al cimitero, considerata la chiesa più antica del paese.
Non aspettatevi grandi monumenti da guida turistica: sono edifici raccolti, legati alla vita del paese, che spesso si visitano in occasione delle funzioni o delle feste. Per gli orari di apertura conviene informarsi in loco o presso il Comune.
Per una passeggiata più dettagliata tra le vie e i palazzi del paese trovate anche la nostra pagina sul centro storico di Strevi.
Scorci sui vigneti e i panorami in collina
Strevi è terra di vino. Le colline intorno al paese sono coperte di vigneti, in particolare di moscato, e da qui nascono il Moscato Passito Strevi DOC e il Brachetto Passito. Il territorio comunale rientra inoltre nella zona tampone del sito UNESCO dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato: un riconoscimento che si capisce bene appena si sale di quota.
Dal borgo superiore basta affacciarsi per vedere i filari che scendono verso la valle; ma i panorami migliori sono più in alto. Sulle colline di Strevi si trova la Grande Panchina, gialla come il moscato, piazzata in mezzo ai vigneti, e poco lontano c'è la cappelletta di Pineto, piccola cappella dedicata a Maria Ausiliatrice, da cui la vista spazia sulle vigne. Sono i due posti che la titolare di Casa Brondolo consiglia a tutti i suoi ospiti, e meritano un racconto a parte: li trovate nel nostro articolo dedicato alla Grande Panchina.
Come organizzare la giornata
Una mattina basta per vedere con calma il borgo superiore, la piazza, il castello e San Michele, scendere al borgo inferiore e passare davanti alla Santissima Trinità. Il pomeriggio potete dedicarlo alle colline: una passeggiata o un giro in bicicletta tra i vigneti, fino alla Grande Panchina o alla cappelletta di Pineto per il tramonto.
Se avete più giorni, Strevi è una buona base per esplorare i dintorni: Acqui Terme è vicinissima, e intorno ci sono borghi, castelli e colline del Monferrato tutti da scoprire. Trovate qualche idea nella pagina dei dintorni. E la sera si torna in paese, nella quiete di Casa Brondolo, a godersi la terrazza dopo una giornata all'aria aperta.
Il borgo a portata di passeggiata
Casa Brondolo è una tipica casa di paese nel borgo di Strevi: 70 mq per fino a 5 ospiti, terrazza, cucina attrezzata e parcheggio gratuito.